Come aprire un centro di fisioterapia

  • aprire-un-centro-di-fisioterapia
  • aprire-un-centro-di-fisioterapia

Come aprire un centro di fisioterapia

A

Aprire un centro di fisioterapia

di successo non è cosa facile. La fisioterapia in Italia è sicuramente un mercato in ascesa. La cultura del benessere si sta diffondendo anche in questo settore e i pazienti hanno la chiara percezione che essere seguiti in modo professionale permette di ridurre, l’assunzione di farmaci e il rischio di recidive. Va considerato che il numero di fisioterapisti è in continuo aumento e la concorrenza è oggi l’elemento rilevante da studiare.

I fisioterapisti abusivi rendono difficile lo startup di un nuovo centro di fisioterapia e le numerose nuove aperture alzano l’asticella nella qualità dei sevizi erogati e stimolano una riduzione dei prezzi.

Gli ospedali e le cliniche di riabilitazione assumono sempre meno fisioterapisti e, i neo laureati tendono così a mettersi in proprio in tempi più brevi rispetto al passato. È inevitabile e fisiologico che un aumento della domanda e il contestuale aumento dei piccoli centri sta frammentando il mercato e generando incertezze. Chi già è posizionato nel mercato da anni e ha avuto una gestione oculata ha un vantaggio competitivo di professionalità e portafoglio clienti già fidelizzato.

Ora, quali sono i primi passi da fare per l’apertura di un nuovo centro di fisioterapia?

La prima cosa che va fatta è quella di aggregarsi, dividere i rischi è fondamentale ma sopratutto condividere l’entusiasmo, vero valore aggiunto per ogni azienda che guarda al futuro con sicurezza. In questo modo si evita la frammentazione sul territorio e si uniscono capitali e professionalità. Si creano sinergie che possono fare la differenza tra un normale centro di fisioterapica e uno straordinario. Il secondo passo è decidere in che forma autorizzativa aprire la struttura.

Studio professionale o Ambulatorio di fisioterapia.

Nelle regioni che ancora lo permettono l’ambulatorio da la possibilitá di avvalenrsi di collaboratori in modo più semplice e di vedere il futuro più con gli occhi dell’imprenditore che con quelli del fisioterapista. Sicuramente i costi gestionali aumentano ma visto il nostro sistema pensionistico, poter dare in gestione o vendere alla fine di una carriera il centro può essere un aspetto rilevante.
Lo studio professionale anche aperto in associazione è sicuramente più snella come soluzione rispetto alla precedente ma lega il fisioterapista all’attività in modo imprescindibile. Non c’è la soluzione giusta e quella sbagliata, c’è la soluzione più funzionale che va analizzata con l’aiuto di un consulente.

Appena chiariti questi aspetti è necessaria un attenta analisi di mercato che valuti il territorio.

Numero di abitanti, viabilità e trasporti, competitor, sono solo i passi di questa analisi. Successivamente va individuata la struttura e analizzata per requisiti strutturali e logistici. Adesso arriva il bello! Bisogna fare il business plan e non sempre è cosa facile.

Sconsiglio di lasciar fare ai commercialisti, il nostro è un settore di nicchia e spesso si vedono analisi senza senso.

Meglio farsi consigliare da un amico o da un collega che lo ha già fatto o meglio ancora rivolgersi agli esperti del settore. La scelta degli elettromedicali è determinante per il posizionamento nel mercato e la terapia manuale sta sempre più integrandosi con l’alta tecnologia. Non è più raro come un tempo che osteopati acquistino beni strumentali per aumentare la qualità e il numero dei servizi erogati. Il mercato della formazione va verso la terapia manuale ma il mercato della fisioterapia va verso l’integrazione terapeutica.

Avere un freccia in più al proprio arco, come un moderno elettromedicale è ci rende più competitivi sul mercato ma sopratutto è una chance in più di guarigione per il nostro paziente. Se il business plan spesso viene fatto in modo approssimativo, sempre che venga fatto, il business model è cosa sconosciuta al settore.

Il flusso dei pazienti all’ interno dello studio in relazione al numero degli operatori, agli spazi, al tempo di trattamento, agli elettromedicali ecc ecc, determinerà il volume di affari del centro. Degli elettromedicali non operatore dipendente possono essere la fortuna o la sfortuna di un centro di fisioterapia. In fine analizziamo il brand e il marketing che non possono essere lasciati fuori da un attenta pianificazione aziendale.

Il centro dovrà trovare la sua unicità rispetto alla concorrenza.

Nel mercato quelli che dicono: “anche noi facciamo quel trattamento”, possono avere dei problemi. La frase giusta è “solo noi”. Si l’esclusività di un servizio o trattamento da un enorme vantaggio competitivo, basta che questo sia veramente valido e comunicato nel modo corretto.
Tecar, onde d'urto, ipertermia, laser ad alta potenza sono oggi indispensabili per posizionarsi sul mercato in modo corretto, in particolare quando si parla di fisioterapia sportiva.
Ogni centro vincente deve trovare la sua unicità di servizio, in alcuni casi basta unire più conoscenze o competenze per ottenere un nuovo servizio.
In fondo l’iPhone è un telefonino, una macchina fotografica, un piccolo pc, un iPod tutto in uno. L’innovazione in fisioterapia non è inventare la tecnica del secolo ma integrare in modo corretto quelle che già esistono e magari chiamarle con un altro nome.
 

No Comment

0

Sorry, the comment form is closed at this time.